Andando per masi e campi - Mostra di fotografie

20/09/2014 - 26/10/2014

VERNISSAGE Sa., 20.09.2014 - 18:00
Internventi:
dott. Lukas Plancker - Assessore comunale
dott. Florian Mussner - Assessore provinciale
dott. Wolfgang Moroder - Presidente Museum Gherdëina
Introduzione del autore prof. Wilhelm Lutz cun visita ala mostra
Intermezzo: Grödner Geigenmusik
Buffet rustico

Orario:
Tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:00
Da giovedì fino domenica anche dalle 10:00 alle 12:00
Lunedì chiuso

Immagini del paesaggio insediativo e rurale della Val Gardena nel 1956.
Il paesaggio culturale è ampiamente soggetto a continue trasformazioni, tanto più intense quanto maggiori sono le forze economiche prevalenti. Ed è così anche in Val Gardena.
La trasformazione economica strutturale che ha preso avvio in Val Gardena già nella seconda metà del XIX secolo, per rafforzarsi prima ma soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale - inizialmente a Ortisei, successivamente anche a
S. Cristina e a Selva Gardena - ha portato a modifiche permanenti del quadro insediativo e anche di quello topografico. I masi sono stati abbandonati, spesso trasformati, oppure andati in rovina, la coltivazione dei campi ha gradatamente perso importanza fino a non rivestirne più alcuna e i campi sono diventati prati. Il “palancin” tipico di stalle e fienili ha perso la sua funzione.
Nel corso di una ricerca sulla cultura e la civiltà della Val Gardena, svolta a metà degli anni ’50 su iniziativa del mio docente universitario a Innsbruck, Univ.-Prof. Hans Kinzl, in occasione delle mie ricognizioni e dell’opera di schedatura ho mappato ampi tratti di campagna, fotografando con l’occasione masi e insediamenti. Le immagini servivano anzitutto come supporto mnemonico ai fini dello studio, ma allo stesso tempo documentavano con grande compiutezza il paesaggio insediativo e agricolo della Val Gardena del 1956, e ci permettono oggi di illustrare la trasformazione subita dal paesaggio culturale gardenese nell’ultimo mezzo secolo.

Wilhelm Lutz


Esposizione organizzata in collaborazione con il Museum Gherdëina