Matthias Sieff

Shapes and colors

16/02/2019 - 10/03/2019

Inaugurazione: venerdì 15.02.2019 - ore 20:30
Introduzione: Mariangela Bognolo, critica d’arte

ORARIO MOSTRA: 16.02. - 10.03.2019: 16:00-19:00
Lunedì chiuso



Matthias Sieff è nato a Cavalese il 22/04/1982, residente a Mazzin (TN). Diplomato maestro d’arte nel 1999, diplomato Scultore del legno (2002) a Selva di Val Gardena. Dal 2002 al 2006 studia all‘Università di Arti Applicate di Vienna sez. scultura seguito dalla Prof.ssa Gerda Fassel con cui si laurea con ottimi voti.
La sua arte si basa sullo studio delle forme corporee umane la cui raffigurazione deve oltrepassare le proporzioni ma rimanere comunque legata all’anatomia. Le forme sono semplificate, deformate e geometrizzate ma rimangono ancora organiche. Le sue sculture, molto statiche, si basano su una costruzione tettonica e sull‘incrocio di assi orizzontali e verticali. Spesso le figure non hanno le braccia perché l‘essenziale è già presente o di contro, per evidenziare l’asse orizzontale, sono raffigurate con le braccia aperte. Le opere sono patinate con tonalità brillanti così che la superficie abbia maggior importanza.

Descrizione e spiegazione delle opere
La mia ricerca artistica si basa sullo studio del corpo femminile e maschile ed è caratterizzato da una forte e personale interpretazione.
Le figure erette hanno spesso i capi leggermente girati verso l’alto, un torace voluminoso che è sorretto dalle gambe. Spesso le mie figure non presentano le braccia perché tutto ciò che devono dire, l’essenziale c’è già. Figure erette molto statiche e stabili. Hanno una costruzione tettonica dove ogni singolo elemento sorregge ed è sorretto, cosi come un edificio, costruito piano su piano. Paragono quindi le mie figure a dei templi dove le gambe fungono da colonne, il bacino all’ architrave e il torace e la testa al timpano.
Presentano una costruzione quindi basata sull’ incrocio di assi orizzontali (X) e verticali (Y). Talvolta presentano braccia aperte, solo per evidenziare maggiormente l’orizzontalità dell’asse X.
Sono cresciuto e vivo nelle Dolomiti e la monumentalità e il carattere di questo mondo montuoso mi ha sempre affascinato e improntato fino dalla mia infanzia. Le Dolomiti hanno un carattere ben preciso, una monumentalità, una dominanza su ciò che le circonda. Vanno quasi a fendere l’aria, a farsi spazio in essa. Questi elementi si rispecchiano nelle mie sculture. Spesso mi rifaccio ai Moai dell’isola di Pasqua. Questi colossi hanno lo stesso carattere e freddezza come lo hanno le Dolomiti, cosi come lo ha anche la sfinge egiziana che sta davanti alle piramidi. Consapevolmente rappresento le mie figure in una posizione assai statica, in modo che la monumentalità sia ancora più marcata.
La problematica delle forme corporee è importante per me, perché la raffigurazione del corpo deve oltrepassare le proporzioni, ma le forme devono sempre essere in simbiosi tra loro e basate sulla natura umana. La forma è semplificata, geometrizzata, ma sempre ancora organica. Un passo per trovare nelle figure la giusta tensione. Uso sempre materiali che al contrario di tante forme d’arte attuali diano una spiccata durabilità nel tempo.
Le opere vengono sempre cromate con colori molto coprenti e brillanti, in modo che anche la superficie esterna assuma la sua importanza.